TRACCIA
Quando ciò che lasciamo continua il suo cammino.
Il pomeriggio trascorreva tranquillo nell’Archivio.
I quattro draghetti stavano riponendo alcuni volumi sugli scaffali quando Scriptorath chiuse lentamente il libro che aveva tra gli artigli.
«Venite con me.»
Lo seguirono lungo un corridoio che nessuno di loro aveva mai percorso.
Alla sua estremità si apriva una grande porta di legno, sulla quale era inciso un nome:
Sala dei Giorni Trascorsi.
Auryn sollevò lo sguardo.
«Non ci siamo mai entrati.»
Il Maestro sorrise.
«Ogni sala dell’Archivio si apre soltanto quando arriva il momento giusto.»
Varcarono la soglia.
La sala era ampia e silenziosa. Al centro si trovava un grande Specchio, tanto limpido da sembrare fatto d’acqua immobile.
«Che cosa mostra?» domandò Pyrion.
«Le tracce.»
I draghetti si guardarono senza comprendere.
Scriptorath sfiorò la superficie dello Specchio.
Un lieve cerchio di luce si allargò lentamente, facendo affiorare le prime immagini: un uomo scriveva instancabilmente alla luce di una candela, una donna osservava il proprio lavoro attraverso un microscopio, qualcuno piantava piccoli alberi lungo una collina spoglia, un’insegnante sorrideva mentre un bambino riusciva finalmente a leggere la sua prima parola, un musicista riempiva lentamente un foglio di note.
Le immagini continuarono a susseguirsi.
Nessun volto rimaneva abbastanza a lungo da poter essere riconosciuto.
Espheris osservò lo Specchio con attenzione.
«Chi sono?»
Scriptorath rimase qualche istante in silenzio.
«Non importa.»
I quattro draghetti si voltarono verso di lui, sorpresi.
Il Maestro continuò a osservare le immagini.
«È ciò che hanno lasciato che conta.»
Auryn continuava a osservare le immagini.
«Eppure...» disse piano, «non sembrano persone destinate a entrare nella storia.»
«Infatti non lo sono» rispose Scriptorath.
Pyrion inclinò leggermente la testa.
«Allora perché sono qui?»
Il Maestro lasciò trascorrere qualche istante.
«Perché il mondo continua a camminare anche grazie a loro.»
Le immagini cambiarono ancora.
I draghetti videro una mano consegnare un libro a un bambino.
Poi qualcuno curare una persona.
Un’altra insegnare.
Un’altra ancora costruire un ponte.
Fu Espheris a rompere il silenzio.
«Non stanno cercando di lasciare una traccia...»
Scriptorath sorrise.
«No.»
Il Maestro lasciò trascorrere qualche istante. «Ma ciò che hanno lasciato continua a fare del bene.»
I quattro draghetti tornarono a osservare lo Specchio.
Le immagini continuavano a cambiare.
Ormai nessuno guardava più i volti, ma ciò che rimaneva dopo il loro passaggio.
Fu Auryn a rompere il silenzio.
«Allora una traccia non è qualcosa che parla di noi.»
Il Maestro chiuse lentamente lo Specchio.
La luce si raccolse al centro, poi svanì.
«Molti desiderano che il proprio nome resti nella memoria del mondo.»
Lasciò che il silenzio attraversasse la sala.
«Ma le tracce più preziose non portano un nome. Continuano, semplicemente, a rendere il mondo un posto migliore.»
Nessuno aggiunse altro.
I quattro draghetti uscirono dalla Sala dei Giorni Trascorsi in silenzio.
Per la prima volta non si domandavano quale traccia avrebbero lasciato nel mondo.
Si chiedevano quale mondo avrebbero lasciato agli altri.
Sillabario del Drago
TRACCIA (s.f.)
Presenza:
La consapevolezza che ogni gesto, anche il più piccolo, lascia un’impronta nel mondo.
Integrità:
Agire non per essere ricordati, ma per lasciare qualcosa che continui a fare del bene.
Soglia:
Scoprire che ciò che doniamo agli altri continua il suo cammino anche quando il nostro si è concluso.
Nota dell’Archivista
Calendario delle Nebbie, Anno del Grande Vento di Ponente
L’Archivio ricorda che il Maestro Scribeus dedicò molti anni a scolpire il proprio nome sulla pietra dell’ingresso principale, convinto che nessuno lo avrebbe mai dimenticato.
Le stagioni consumarono lentamente la pietra, finché quel nome non poté più essere letto.
Poco distante, lungo un sentiero, un giovane apprendista, il cui nome non venne mai annotato, piantò una fila di noci affinché i viaggiatori trovassero ombra durante il cammino.
Gli alberi sono ancora lì.
E chiunque si fermi sotto i loro rami continua a beneficiare del suo gesto, pur senza conoscere il nome di chi li ha piantati.
Scaglia di Drago
Non cerca la gloria chi dona il suo cuore,
ma lascia nel tempo un seme d’amore.
Perché ciò che doni con vera bontà,
nei passi degli altri per sempre vivrà.
𝓡𝓮𝓭𝓪𝔃𝓲𝓸𝓷𝓮 𝓭𝓮𝓵𝓵’𝓐𝓻𝓬𝓱𝓲𝓿𝓲𝓸 💧✨





Very poetic 💕