RIMANDO
Quando il dopo occupa il posto dell'adesso
Nella Sala dei Giorni Futuri le pergamene erano ordinate con una precisione impeccabile.
Ogni scaffale portava una data e ogni data custodiva una promessa.
Auryn si fermò davanti a un rotolo particolarmente elegante.
Sul sigillo era scritto: “Domani.”
Più avanti ne trovò un altro.
“Quando avrò tempo.”
Poi un altro ancora.
“Più tardi.”
«Strano» disse.
Aprì una pergamena ed era vuota.
Ne aprì una seconda: vuota anche quella.
L’ultima conteneva una sola riga: “Da completare prossimamente.”
Pyrion scoppiò a ridere.
Cineris inclinò la testa.
Azhuris osservò gli scaffali con crescente sospetto.
«Ma qui non c’è quasi niente.»
«Esatto.» La voce di Scriptorath attraversò la sala.
Il vecchio archivista avanzò tra le corsie osservando le pergamene.
«Questa è una delle sezioni più grandi dell’Archivio.»
Auryn sbatté le palpebre. «Anche se è quasi vuota?»
Scriptorath sorrise. «È piena di cose che tutti intendono fare.»
Li condusse fino agli scaffali superiori dell’Archivio, sfiorò il legno e subito davanti a loro si aprì una grande finestra galleggiante.
Non mostrava il loro riflesso.
Mostrava il mondo.
Il Maestro fece scivolare lentamente un artiglio lungo il bordo luminoso.
Le immagini cambiarono una dopo l’altra: biblioteche, scrivanie coperte di libri, pergamene lasciate a metà e lettori addormentati con un volume ancora aperto sul petto.
«Guardate.»
I piccoli archivisti si avvicinarono.
Dall’altra parte apparve una donna circondata da pile di libri.
Nelle mani teneva una lunga lista.
«Vedete quella donna piena di buoni propositi?» chiese Scriptorath.
Auryn annuì.
«Ne ha letti moltissimi.»
«No.»
Scriptorath sorrise.
«Quelli sono i libri che leggerà questa estate.»
Pyrion osservò la montagna di volumi.
«Tutti?»
«È ciò che promette ogni anno, a giugno.»
«E ci riesce?»
«Molto raramente.»
I draghetti guardarono di nuovo la lista.
Sembrava interminabile.
«Perché continua a scriverla?» domandò Cineris.
Scriptorath lasciò passare qualche istante. «Perché immaginare una cosa è piacevole.»
Poi indicò gli scaffali della sala. «Cominciarla, invece, la rende reale.»
Auryn osservò ancora la donna: la lista dei libri da leggere arrivava quasi fino al pavimento. «Quindi il Rimando è una cosa cattiva?» chiese.
Scriptorath scosse lentamente il capo. «No.»
Poi sfiorò una pergamena ancora sigillata: «A volte attendere è saggio.» Si voltò indicando centinaia di rotoli rimasti chiusi per anni. «Il problema nasce quando il domani diventa una casa in cui ci trasferiamo per sempre.»
La sala tornò silenziosa.
Da qualche parte, uno scaffale lasciò cadere una pergamena.
Sul sigillo era scritto:
“Prima o poi.”
Sillabario del Drago
Rimando (s.m.)
Presenza:
L’abitudine di affidare continuamente al domani qualcosa che potrebbe iniziare oggi.
Integrità:
Riconoscere il momento in cui l’attesa smette di preparare e comincia a sottrarre.
Soglia:
Comprendere la differenza tra il tempo necessario e il tempo rinviato.
Nota dell’Archivista
Nel celebre Anno delle Trentadue Primavere del Calendario delle Nebbie, il draghetto Varel compilò centoquindici elenchi intitolati:
“Cose importantissime che inizierò domani.”
Le cronache registrano che trascorse l’intero anno a perfezionare gli elenchi.
L’anno successivo iniziò finalmente il primo punto.
Per errore.
Epigrafe dell’Archivio
«Ogni impresa comincia nel giorno in cui smette di essere rimandata.»
— Tavole dell'Archivio, Ala dei Giorni Futuri
Scaglia di Drago
Il Giorno Giusto
Cercò il momento perfetto e raro,
lo attese a lungo, limpido e chiaro.
Passò una luna, poi un’intera stagione,
mentre cresceva la sua collezione.
Ma un bel mattino, senza sapere,
fece un passetto come un pensiero.
Fu così che svanì ogni esitazione:
il giorno giusto arriva…
quando si passa all’azione!
𝓡𝓮𝓭𝓪𝔃𝓲𝓸𝓷𝓮 𝓭𝓮𝓵𝓵’𝓐𝓻𝓬𝓱𝓲𝓿𝓲𝓸 💧✨





Mi accodo ai commenti ... Davvero bello ! 🤣 . Grazie 😁😁
Sempre meraviglioso ❤️